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HERTA HEUWER

Il nome di Herta Heuwer, a noi, suona nuovo. Non evoca ricordi, sensazioni, nostalgie. Provate a pronunciare questo nome a Berlino, quella Berlino che sosta ai chioschi gastronomici per un rapido boccone durante la pausa pranzo, quella Berlino che si intinge le labbra nella debordante salsa Ketchup addentando una croccante salsiccia piccante.

Quel gustoso boccone trangugiato con avidità in mezzo al frastuono metropolitano trova le sue origini in una fredda sera autunnale della metà del secolo scorso. Herta era al bancone del suo chiosco posto all’angolo tra via Kant e via Kaiser Friedrich, nella parte occidentale di Berlino. Un’acquazzone impietoso teneva alla larga anche i clienti più affezionati. A tempo perso le sue mani iniziarono a mescolare della salsa di pomodoro con della polvere curry. Il sapore risuonò nel suo palato come una folgorazione: era una cosa stupefacente! I suoi clienti ne sarebbero andati matti.

Era il 1949, e a Berlino la gente aveva sempre lo stomaco vuoto. La creazione di Herta ebbe un successo enorme, tanto è che dieci anni dopo la ricetta venne patentata con il nome di Chillup. Inizialmente la ricetta prevedeva l’uso di salsa di pomodoro e curry; in seguito, per l’esattezza nel 1958, venne aggiunto il peperoncino piccante e il numero di estimatori aumentò.

Per capire il significato che questa donna, nata nel 1913 in Prussia e trasferitasi giovanissima a Berlino, ha conquistato nell’immaginario collettivo dei Berlinesi e in generale nei tedeschi, basta considerare che laddove un tempo si ergeva il suo chiosco, oggi si trova una targa commemorativa che le conferisce memoria eterna.

Negli anni ’70 la sua attività si spostò in un locale vero e proprio, dove una ventina di dipendenti preparavano, servivano ed esaltavano a tutte le ore del giorno e della notte, l’ormai celeberrimo CurryWurst.

Herta era vissuta tra due guerre; proveniva da una famiglia umile e sin da giovane si era destreggiata facendo dapprima la sarta, in seguito trovando lavoro come commessa di negozio. Finita la guerra trovò impiego, come molte altre donne, come operaia per ripulire la città dai detriti lasciati dalle bombe. La sua passione per la cucina non venne tuttavia mai meno, nemmeno durante i periodi più difficili. Durante il giorno lavorava e la sera, tolti gli abiti operai, indossava il grembiule e seguiva con interesse corsi di cucina.

Qualche anno prima della sua morte, avvenuta nel 1999, qualcuno mise in dubbio, alimentando una polemica voluta, che Herta fosse la vera inventrice del CurryWurst. A dire il vero nella Berlino Est del secondo dopoguerra, un tale Max Konnopke, proprietario di un chiosco sin dal 1930, stava servendo dei wurster piccanti talmente buoni da essere diventato il punto di richiamo per molti concittadini. Fu soltanto negli anni ’60 tuttavia che il chiosco di Konnopke divenne famoso per il suo CurryWurst. C’era una sostanziale differenza, tuttavia, tra le due icone e i loro prodotti.

Il CurryWurst di Konnopke era senza pelle e accompagnato da una versione rivisitata in maniera casalinga del Ketchup. I motivi di questa semplificazione erano essenzialmente economici. La guerra aveva fatto schizzare i prezzi della carne e di conseguenza dei prodotti di origine animale alle stelle. I budelli che si utilizzavano per insaccare i wurstel non erano più convenienti. Per lo stesso motivo la salsa Ketchup, un lascito degli inglesi, era diventata introvabile.

Herta convintamente sostenne di non aver mai voluto usare la salsa inglese, e di aver sempre preferito la salsa di pomodoro fatta da lei.

Quando la diatriba tra i due, alimentata da alcuni giornalisti, toccò livelli insoliti per il carattere docile di Herta, quest’ultima sbottò nel poi divenuto famoso: ”Ce l’ho io la patente del Currywurst: ora basta!”.

 

Al giorno d’oggi non esiste una ricetta unica per la preparazione del CurryWurst: li si può preparare nella maniera tradizionale, con carne di suino o bovino, insaccati in budello, leggermente affumicati, marinati e cotti in abbondante olio o strutto. Ma non è insolito imbattersi, fuori Berlino, nei più comuni Bratwurst, senza pelle, di colore perlaceo. Vengono utilizzati sia interi che tagliati a metà oppure a rondelle, coperti di abbondante salsa e spolverati a piacere con polvere di curry o di peperoncino piccante. Come contorno sono predilette le cipolle arrosto, piccanti (con peperoncino piccante) e panini al latte (fuori Berlino si incontrano anche le patatine fritte) o patate al forno.

Comunque sia, la cosa più importante che definisce un autentico CW è la salsa; che da una parte deve ricordare in modo intenso e non ambiguo il pomodoro, e dall’altra anche il tipico sapore della salsa Worcester (senza la quale non possiamo parlare di CW originale) e polvere di curry. Nel migliore dei casi la salsa dovrebbe essere leggermente agro-dolce e mediamente piccante e avere una buona consistenza (deve scivolare sopra la salsiccia senza essere né troppo acquosa e nè troppo densa). In Germania la salsa viene preparata direttamente all’interno del chiosco, se stiamo parlando di un chiosco che rispetti la tradizione lasciata da Herta.